Quando qualcosa
dentro di noi cambia,
ma non riusciamo
a capire perché
A volte inizia lentamente.
Una tensione che non passa.
Un’ansia che torna sempre più spesso. La sensazione di non riconoscersi più nella propria vita.
È un momento delicato. Perché chiedersi se rivolgersi a uno psichiatra o a uno psicoterapeuta non è sempre semplice.
E capire quando è il momento di chiedere aiuto può generare ancora più confusione.
Il primo incontro serve a capire insieme se e come un percorso possa essere utile.
Dott. Matteo Prati Psichiatra e Psicoterapeuta
Se stai cercando uno psichiatra a Firenze, Pistoia, Prato o Montecatini Terme, probabilmente stai attraversando proprio una fase come questa.
Non sempre la sofferenza psicologica ha un nome chiaro
Molte persone arrivano a chiedere un consulto quando iniziano a sentire che qualcosa non funziona più come prima. Può essere:
- ansia che non passa, anche quando apparentemente non c’è un motivo preciso
- attacchi di panico che arrivano all’improvviso
- un umore depresso persistente, con la sensazione di non avere più energia
- difficoltà a gestire stress lavorativo o responsabilità professionali
- la percezione che tutto sia diventato più faticoso
- la sensazione di non capire più bene cosa sta succedendo dentro di sé
A volte il disagio è chiaro. Altre volte la frase che descrive meglio la situazione è semplicemente: “Non sto bene, ma non so spiegare perché.” In questi momenti può essere utile fermarsi e provare a comprendere cosa sta accadendo davvero.
Psichiatria e psicoterapia: due strumenti che possono lavorare insieme
Nel modo comune di pensare, psichiatria e psicoterapia vengono spesso viste come alternative. Da una parte lo psichiatra, associato ai farmaci. Dall’altra lo psicoterapeuta, associato al lavoro psicologico. Nella realtà clinica le cose sono molto più complesse. La sofferenza psicologica nasce quasi sempre dall’intreccio di più dimensioni:
BIOLOGICA
PSICOLOGICA
RELAZIONALE
PERSONALE
Il mio lavoro si basa su un approccio integrato tra psichiatria e psicoterapia. Questo significa costruire percorsi personalizzati in cui:
- la comprensione psicologica della persona resta centrale
- la relazione terapeutica è il cuore del lavoro
- i farmaci, quando necessari, diventano uno strumento all’interno di un percorso più ampio
Ogni persona porta con sé una storia unica.
Chi si rivolge a me
Nel mio lavoro incontro soprattutto persone adulte, molti arrivano in momenti di particolare vulnerabilità della propria vita:
Periodi di forte stress
Comprendere cosa sta accadendo e trovare nuovi modi per affrontarlo può essere un passaggio importante.
Cambiamenti personali o lavorativi
Un percorso terapeutico può aiutare a comprendere meglio questa transizione e a trovare nuove modalità per affrontarla.
Crisi emotive che sembrano difficili da comprendere
Il lavoro terapeutico può aiutare a comprendere le radici di questo stato emotivo e a ritrovare gradualmente nuove possibilità di movimento.
Fasi di ansia persistente o umore depresso
In alcuni casi è sufficiente un percorso psicoterapeutico.
In altri può essere utile integrare anche una valutazione psichiatrica.
In alcuni casi si tratta di situazioni più chiaramente cliniche, che richiedono una valutazione specialistica da parte di uno psichiatra.
In altri casi il bisogno principale è comprendere meglio ciò che sta accadendo e trovare nuovi modi per affrontarlo.
Spesso, all’inizio, le due dimensioni sono intrecciate.
Come si svolge
il primo incontro
Il primo colloquio non è una diagnosi rapida.
È un momento di conoscenza reciproca.
Serve a capire:
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La cura non coincide soltanto con il trattamento di una malattia.
Comprende piuttosto l’insieme degli strumenti clinici, culturali, relazionali e personali, che rendono la vita più abitabile. Medicina, psicoterapia, neuroscienze, esperienza quotidiana, ma anche libri, arte e pensiero filosofico possono dialogare tra loro in modo fecondo, offrendo prospettive diverse ma complementari sul benessere psicofisico. Questo spazio nasce con l’idea di esplorare proprio queste possibilità. Senza promesse salvifiche. Ma anche senza ridurre la salute mentale a un problema esclusivamente tecnico o farmacologico.