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COME SCEGLIERE UNO PSICOTERAPEUTA

Dove cercare
L’ordine degli psicologi pubblica un elenco dei professionisti abilitati ad esercitare l’attività di psicoterapeuta. Non tutti gli psicologi sono infatti psicoterapeuti: per diventare tali è necessario essersi specializzati, dopo la laurea in psicologia, presso una scuola della durata di quattro anni. Purtroppo il fatto che uno psicologo sia abilitato a svolgere attività di psicoterapeuta non garantisce nulla sulla sua preparazione. Quando, agli inizi degli anni novanta, in Italia venne istituito l’albo degli psicologi ci fu una sorta di sanatoria, per cui molti vennero riconosciuti come psicoterapeuti in base a criteri abbastanza discutibili. Per quanto riguarda le scuole di specializzazione c’è un grosso mercato, ma quelle che veramente preparano ad essere un efficace psicoterapeuta sono molto rare. Nel nostro paese sono richiesti quattro anni per conseguire la specializzazione post laurea in psicoterapia, mentre nella maggior parte dei paesi sono richiesti solo due o tre anni. Ma nonostante la lunghezza dell’iter formativo ciò non significa che da noi vi sia una maggiore preparazione, anzi è vero il contrario: quattro anni di specializzazione sono a volte riempiti con lezioni ridondanti e pseudo tirocini assolutamente inutili, svolti in strutture che spesso non hanno niente a che fare con la specializzazione che si sta conseguendo. Per questo motivo è necessario muoversi con prudenza nel labirinto delle psicoterapie e cercare di avere informazioni chiare e precise sulla formazione dello psicoterapeuta a cui si intende rivolgersi.

Come scegliere
Esistono varie scuole e correnti nell’ambito della psicoterapia. Quelle più note sono la psicoanalisi (e varie derivazioni), la psicoterapia sistemico-relazionale, la psicoterapia cognitivo comportamentale, la psicoterapia centrata sulla persona (rogersiana). Fino a non molto tempo fa la più diffusa era la psicoanalisi. Attualmente nella maggior parte dei paesi la psicoanalisi e in netto declino, data la lunghezza del trattamento (può durare più di dieci anni), i costi elevati e gli scarsi risultati terapeutici. Pur non negando il valore storico della psicoanalisi, né la sua funzione sul piano speculativo, riteniamo che se una persona soffre veramente di un qualche disagio psichico è meglio che si orienti verso un tipo di trattamento la cui efficacia sia stata ampiamente dimostrata attraverso studi controllati. In particolare per i disturbi d’ansia, per quelli depressivi e per quelli attinenti l’autocontrollo, l’approccio che sembra dare maggiori garanzie di successo, in tempi relativamente brevi, è senz’altro quello cognitivo-comportamentale.

Competenza professionale
Indipendentemente dalla scuola di appartenenza, uno psicoterapeuta può essere di aiuto solo se oltre alla conoscenza delle tecniche d’intervento ha la capacità di entrare in sintonia con il suo utente e di stabilire con lui un rapporto positivo. Non basta aver collezionato titoli ed onorificenze: spesso la nomea o il potere accademico non corrispondono ad una effettiva abilità professionale. Quello della psicoterapia è insomma un terreno minato nell’ambito del quale è opportuno muoversi con estrema cautela e solo se è veramente necessario. Tenete presente che, come alcune ricerche hanno dimostrato, circa il 40% dei problemi psicologici si risolve spontaneamente per il semplice passare del tempo nell’arco di due anni.

Pubblico o privato?
Sia che ci si rivolga ad uno studio privato, sia che si cerchi in una struttura sanitaria pubblica, esistono, in entrambi i casi vantaggi e svantaggi. Se ci si rivolge a un centro privato il vantaggio è quello di una maggior disponibilità e di una più rapida presa in carico. Lo svantaggio è costituito dai costi elevati (sia va da un minimo di 50 euro a seduta, fino a 200 euro e oltre). Per quanto riguarda le strutture pubbliche i vantaggi sono dati dal costo minimo (c’é da pagare solo il ticket) e dal fatto che affluendovi una grande varietà di utenti, uno psicoterapeuta può aver avuto la possibilità di trattare una casistica piuttosto ampia (purché sia dotato di capacità e di voglia di lavorare!). Lo svantaggio è dato dal fatto che a volte l’utente riceve meno attenzione e può accadere più facilmente di imbattersi in carenze sul piano della professionalità. In effetti, malgrado esistano professionisti seri anche nella struttura pubblica, è tristemente vero che in alcune A.S.L. la mediocrità sembra essere premiante e la competenza professionale dello psicologo non viene sempre valorizzata, tanto è vero che per fare carriera la capacità clinica è solo un optional.

Durata del trattamento
Una psicoterapia efficace è centrata su obiettivi concreti di cambiamento che mediamente vengono conseguiti in un periodo che va dai 3-4 mesi ad un anno. C’è seriamente da dubitare dell’utilità di presunte terapie che si dilatano all’infinito e che rendono il paziente dipendente dal terapeuta. A chiunque vi rivolgiate, è comunque vostro diritto avere informazioni precise su quanto si prevede che possa durare il trattamento (ovviamente con una certa approssimazione) e su come si sono risolti altri casi simili al vostro. E’ anche vostro diritto sapere che tipo di indirizzo segue il terapeuta, se cioè segue un approccio psicoanalitico, sistemico, cognitivo comportamentale, ecc.. Diffidate di chi vi dà risposte vaghe, ambigue o di chi vi prospetta solo lunghe indagini sulla vostra infanzia e sul rapporto con la mamma, trascurando le vostre difficoltà attuali. La moderna psicologia clinica dispone di validi metodi psicoterapeutici basati sull’evidenza scientifica della loro efficacia ed è in tale direzione che è opportuno orientarsi.

 


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